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Opinioni matematiche

Terminate le due settimane più lunghe per i tifosi di Milan e Inter, con la serata che ha segnato il trionfo dei rossoneri per tre reti a zero, mettendo a frutto una supremazia interrotta solo a tratti dalle fiammate nerazzurre, quello che rimane, oltre al rafforzato primato degli uomini di Allegri, è una considerazione curiosa che viene da alcuni dati statistici pubblicati in questi giorni dalla Gazzetta dello Sport.

I giornalisti della rosea sono stati stremati forse più degli stessi tifosi dalla lunga attesa e hanno cercato di riempire questo lungo intervallo con una serie interminabili di racconti, opinioni, pronostici e, appunto, statistiche.

Le statistiche di tutti i derby contengono spesso al loro interno tutta la storia delle squadre coinvolte, a partire dai tempi lontani della fondazione per arrivare a quelli di oggi. Vengono così contemplate univocamente anche gli incontri che hanno preceduto l’istituzione del campionato a girone unico (creato nel 1929-30), le amichevoli, le partecipazioni ai vari tornei di qualsivoglia matrice e valore, oltre naturalmente agli eventuali match giocati in campo europeo o in coppa nazionale.

Eppure durante queste settimane ho scoperto che per il derby di Milano non è più così. Se si consulta l’Almanacco Panini, ed escluse le partite della stagione attuale,  si conteggiano in totale 273 stracittadine milanesi, con 106 vittorie del Milan, 72 pareggi e 95 vittorie dell’Inter . Contando il derby del novembre scorso dunque il totale delle vittorie del Milan sale dunque a 107.

Ma con mia grossa sorpresa la Gazzetta dello Sport ha ribaltato questo vetusto modo di intendere la statistica e ha tolto di mezzo tutti gli incontri giocati prima del girone unico, le amichevoli e i tornei, limitandosi solo al calcolo delle partite giocate in Serie A, in Champions’ e in Coppa Italia.

Prima di stasera così l’Inter conduceva per 71 vittorie a 70, molto casualmente.

Prima di invitare i colleghi della Gazzetta a pareggiare il conto, li inviterei ad aggiornare le statistiche togliendo di mezzo le partite giocate con l’Ambrosiana, che fu figlia della fusione, avvenuta nel 1928, fra l’Inter e l’U.S. Milanese.

Il totale dunque vedrebbe in testa il Milan per 67 a 55.

Se la matematica non è un opinione sarebbe il caso di aggiornarle, queste statistiche.

 


L’amore ond’ardo

Questi versi tratti dal Trovatore di Verdi, hanno sempre suscitato un equivoco, tanto che spesso, l’aria della succitata opera viene ricordata e accennata come “L’amore è un dardo”, anche per l’immagine suscitata, tanto simile a quella di Cupido, che con il suo arco scaglia le  frecce verso ignare vittime, destinate a essere colpite dal morbo incurabile dell’innamoramento.

Ora, il più clamoroso innamoramento che mi è capitato recentemente sotto gli occhi è quello del caro Leonardo Araujo nei confronti dell’Inter FC, dei suoi giocatori, dei suoi tifosi, della sua dirigenza, dopo la bellezza di tredici anni passati sotto l’altra sponda del Naviglio.

Si parla di amore, di sfide, di stimoli, tutto così bello come mai non lo era mai stato nella vita del povero giramondo brasiliano, che tanto ha vagato nel corso della sua carriera, toccando persino l’Estremo Oriente del Giappone e che tanto ha penato passando quasi tre lustri in mano ai diavolacci rossoneri. Sinchè Cupido finalmente ha sfrecciato il suo dardo e l’ha portato laddove sempre era stato destinato [...] .

Lo stesso dardo che ha colpito colui il quale l’anno scorso siedeva su quella stessa panchina, e che non riesce a farsi una ragione di averla abbandonata, rapito dal cattivo Florentino, che l’ha costretto a ripiegare con minacce e forza su una squadretta, tal Real Madrid. Scenetta andata in onda lo scorso maggio, dal titolo “Il ratto del Bernabeu”.

E adesso con lacrime e sangue rivendica il suo essere interista.

Ma in fondo, forse essere interista significa proprio questo,  e credo di rimanere tutta la vita col dubbio dato che non avrò mai l’onore di scoprirlo.

Quello che mi piacerebbe scoprire è invece perché Leonardo abbia trovato soltanto adesso l’amore passando da uno stipendio annuo di 1, 2 milioni (dai cattivoni del Milan) a uno di 2,5 (di papà Moratti) e perché Mourinho è stato rapito e costretto a percepire quasi 13 milioni dal pirata Florentino.

Eh già, l’amore ond’ardo, l’amore è un dardo, l’amore è Leonardo, ma i soldi aiutano e non fanno schifo a nessuno.


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