Messi in fila

É fatta. Per il secondo anno consecutivo l’asso del Barcellona, Lionel Messi, ha conseguito, fra la sorpresa generale, il Pallone d’Oro 2010, che per quest’anno prevedeva la succosa novità dell’essere accorpato al premio Fifa World Player.

E si sa, dove mette le mani Blatter, l’odore di zolfo è preponderante e la logica va in un battibaleno a farsi benedire.

Ci mancherebbe altro discutere il valore immenso della Pulce, senza ombra di dubbio il più grande calciatore del globo e il più grande talento mai apparso dai tempi del Pibe Maradona, ma infatti, come ormai abbondamentente sviscerato in tutti i dibattiti che hanno seguito la premazione, non è assolutamente questo il punto della discussione.

D’altronde anche i numeri dell’annata sorridono al campionissimo argentino, che segna quasi più di quanto gioca.

Ma la stagione in cui, sparisce per 180 minuti nella decisiva finale di Champions e non lascia una seppur minima traccia nella più grande competizione calcistica, sembrava quella adatta perché almeno momentaneamente abdicasse.

Semplice coincidenza? Non proprio. Se il premio, infatti, avesse mantenuto il suo tradizionale impianto, con le votazioni di giornalisti di tutta Europa, sarebbe andato nettamente a Wesley Sneijder, come da matematico conteggio,  e come pronosticato già poco prima che fossero rese pubbliche le già sorprendenti nomination per il podio, da dove è stato inopinatamente tagliato fuori.

E persino alla vigilia, la Pulce veniva data in netto ritardo rispetto agli altri due contendenti, i compagni di squadra del Barcellona e campioni del Mondo con la Spagna, Iniesta e Xavi, tanto che al momento della premiazione era sorpreso e attonito, come il suo allenatore Guardiola.

L’ennesimo colpo di teatro del plenipotenziario Blatter non ha lasciato strasichi da niente: la stampa spagnola, prevalentemente quella madridista, grida allo scippo e allo scandalo, e saltano fuori persino votazione errate, come quella segnalata dal capitano guatemalteco Cabrera.

Ma lo strappo più clamoroso viene dal suo ex delfino Platini, il quale, visibilmente deluso da un premio che rischia una clamorosa svalutazione, annuncia la creazione di un nuovo/vecchio Pallone d’oro tutto europeo.

Io proporrei altresì una novità: lasciare Attila Blatter in Qatar sino all’inverno 2022, anno in cui probabilmente sarà ancora in carica, a occuparsi dei primi mondiali mediorientali, e benedire il tredicesimo Pallone d’oro consecutivo per Messi.

 


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