Donne che odiano i Social Network

In realtà forse avrei dovuto titolare “Donne che odiano i creatori di Social Network”, ma la lunghezza mi sembrava eccessiva, e benché il significato cambi quasi radicalmente, in realtà lo uso soltanto come gancio introduttivo per l’argomento, ovvero la notizia che vede David Fincher al lavoro per la realizzazione del remake americano di “Uomini che odiano le donne”, con Rooney Mara (nella foto tratta dalla copertina di “W”) nei panni di Lisbeth Salander.

Dunque il regista di “Social Network”  lancia definitivamente l’attrice che, nel ruolo di Erica Albright ha avuto una parte fondamentale nell’eccellente film che ha raccontato l’ascesa e l’esplosione del fenomeno di Facebook, e si butta a capofitto su di un soggetto ad alto rischio per almeno due motivi.

Il primo è quello di dover regger il confronto con la straordinaria riduzione svedese, che ha reso il primo capitolo della trilogia Millennium già un piccolo grande cult, il secondo è quello di far digerire al pubblico americano una storia così tortuosa e incanalata in svariati binari narrativi.

La mia paura, spero infondata, è infatti quella si che scada nella semplificazione, e in tal caso le voci che giungono, con il personaggio dell’hacker punk Lisbeth ancora più al centro della trama, non fanno altro che alimentarla.

La mia speranza e la mia fiducia invece trovano posto principalmente nel nome e nelle capacità di Fincher, la cui carriera, ormai quasi ventennale, non conosce quasi macchia, dimostrando di migliorare in maniera esponenziale nel corso di ogni prova, dai tempi di Seven al tanto, giustamente, decantato Social Network.

E se dovesse andar bene la prima prova (il titolo è The Girl With The Dragon Tattoo), mi auguro che i produttori non emulino nel peggio i loro colleghi svedesi che, cambiando regista da Niels Oplav a Daniel Alfredson, hanno trasformato la Trilogia Millennium in una collezione della peggior produzione televisiva, dove la velocità dell’azione ha prevalso sul resto, generando solo una gran confusione e una profonda delusione in coloro i quali avevano ammirato il primo capitolo.

Nel caso invece dovessi rimanere deluso, avrei comunque la consolazione di leggere i tre romanzi dello sfortunato Stieg Larsson e constatare che, forse, la delusione  stava alla base.

Naturalmente non me lo auguro affatto, altrimenti dovrei chiudere il blog per sei mesi almeno.


2 responses to “Donne che odiano i Social Network

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