Hurra Borussia!

La clamorosa e netta vittoria del Borussia Dortmund sul campo dei rivali del Bayer Leverkusen, lasciati al secondo posto (a -13!) mi fornisce lo spunto per parlare di quello che è probabilmente il campionato più interessante d’Europa, la Bundesliga tedesca.

Lontana dall’aurea mediocrità della Serie A italiana, distante dal noioso duopolio Barcellona/Real Madrid della Liga spagnola, mi sento di tenerla vicina soltanto all’alta competitività della Premier League inglese, che lascio un gradino sotto solamente in virtù del fatto che lì esistono squadre che praticano ancora un calcio britannico-paleolitico e altre che sembrano messe in piedi giusto per divertimento di qualche magnate e sceicco, senza progettualità e pazienza,  preda degli isterismi di proprietari scialacquoni.

Se pensate a Chelsea e Manchester City, ad Abramovich e Al Maktoum, avete bene in mente di cosa io stia parlando.

Se al contrario, ci sintonizziamo sul recente albo d’oro della Bundesliga, notiamo che a partire dal 2006, non a caso anno del mondiale tedesco, si sono intromesse realtà emergenti come Stoccarda, Wolfsburg e Werder Brema,  mentre sono andate vicine al trionfo Schalke 04, Bayer Leverkusen e Amburgo, che hanno dato duro filo da torcere al potentissimo Bayern Monaco, il quale in un modo o nell’altro è riuscito comunque a mantenere salda la leadership, riuscendo comunque in un processo di ringiovanimento e rinnovamento, lanciando giovani dal valore assoluto, primo fra tutti l’astro nascente Thomas Müller.

Non è quindi un caso che dal prossimo anno i tedeschi soffieranno all’Italia il tanto agognato quarto posto per la Champions’ League, ed è un sorpasso quanto mai netto e meritato.

Basta vedere che utilizzo hanno fatto i teutonici del Mondiale in casa: stadi nuovi,  sempre pieni,  polifunzionali  e infrastrutture d’avanguardia sono sotto gli occhi di tutti: siamo lontani anni luce dagli sprechi e le cattedrali del deserto costruite per Italia ’90.

Per quel che riguarda invece  il punto di vista tecnico, la nuova nazionale multietnica lanciata da Joachim Löw ha stupito il Mondo, e, pur essendo ancora all’asciutto di allori, ha dimostrato di avere il futuro dalla propria parte.

Noi abbiamo vinto il Mondiale in casa loro, ma loro hanno vinto il futuro.

D’altronde i cinesi (Lisa Simpson dixit) usano la stessa parola per crisi e opportunità, ed è da una profonda crisi da cui sono risaliti i tedeschi, i quali, relegati in un campionato minore a inizio anni 2000, hanno prontamente risalito la china, proponendo una Lega florida, piena di talenti, che attira talenti e investitori.

Il caso del Borussia Dortmund è emblematico: i gialloneri, già più volte vincitori della Bundesliga, trionfatori nella Champions’ del 1997 di fronte alla Juventus e campioni dell’Intercontinentale nello stesso anno, sono caduti a inizio decennio in una profonda crisi tecnico-economico, tanto da rischiare sia il fallimento che la retrocessione.

Ma da lì pian piano hanno cominciato ha limare le difficoltà e con un bilancio sanissimo, uno stadio sempre gremito e una squadra giovanissima e fortissima allenata da un allenatore altrettanto giovane e promettente,  si apprestano a rivincere la Bundesliga dopo nove anni di attesa, dominando in lungo e in largo e stabilendo record su record.

Unico rimpianto la prematura uscita dall’Europa League, ma in un girone con Paris St. Germain e Siviglia, non proprio Lech Poznan e Salisburgo, tirando due nomi di squadre (non a caso).

E allora Hurra Borussia! Hurra Bundesliga!


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