La vita non è un film

Girovagando nel satellite col telecomando,  mi è capitato,  qualche notte fa,  di imbattermi in un vecchio film degli anni 80, uno degli ultimi film di Dino Risi: Il Commissario Lo Gatto (1985).

Il film è una commedia di una leggerezza molto vicina all’inconsistenza, nulla a che a vedere con i gloriosi picchi raggiunti nella cinematografia del vecchio cattivo maestro.

Molto più vicino alle commedie scollacciate dell’epoca che a una valida commedia all’italiana, anche se comunque si nota un tocco divertito di Risi e un Banfi più che mai scatenato,  bene affiancato da simpatici caratteristi come Maurizio Ferrini e Maurizio Micheli.

Insomma niente più che un piccolo innocuo passatempo senza alcun impegno, contorniato da qualche gag gradevole.

Almeno io così lo ricordavo prima di rivederlo l’altra notte.

La trama vede protagonista Lo Gatto, interpretato da Lino Banfi, un commissario pasticcione finito per punizione a svernare nell’isola di Favignana, dove però, viene a scontrarsi con uno scabroso caso: la misteriosa sparizione di una piccola starlette piuttosto libertina (per così dire…) che ha intrecciato relazioni con più della metà dei villeggianti.

Dopo aver brancolato per diverso tempo nel buio del mistero,  eccola infine riapparire, spiegando al solo commissario le ragioni della sua improvvisa e fulminea scomparsa,  intimandolo però di non rivelare mai nulla di quanto venuto a sapere.

Lo Gatto però,  scioccato da tali rivelazioni, non riesce a trattenersi e,  convinto di trovarsi protetto dal segreto della confessione,  rivela tutto al giornalista che si nascondeva nel confessionale.

Il giornalista (de L’eco di Trapani, sic!)  rivela lo scoop, e viene assunto dal Corriere della Sera, mentre Lo Gatto, convinto di subire l’ennesima punizione,  si vede invece promosso nientemeno che vice-questore di Milano.

Ma cosa mai aveva rivelato? E cosa era accaduto alla starlette? Quale insomma era il clamoroso scoop?

Ebbene, la ragazza era stata prelevata in piena notte da uomini della sicurezza del Primo Ministro per portarli nel suo yacht personale e passare notti bollenti in crociera.

Rivelato lo scandalo, cade il governo (c’era Craxi all’epoca) e se ne insedia uno nuovo che ringrazia Lo Gatto per il servizio reso.

I tempi sono sicuramente cambiati,  ma questa storia mi fa capire,  per l’ennesima volta,  che la vita non è un film.

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti non è puramente casuale.


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