Un artista del sesso

É stato presentato ufficialmente a Firenze , giovedì 13 gennaio (scusate il ritardo) il calendario 2011 del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale,  ennesima opera illuminata di Oliviero Toscani.

L’illuminazione che ha colto questa volta il celeberrimo fotografo toscano è quella di ritrarre nientemeno che dodici differenti vagine piuttosto villose e di svariata misura,  lunghezza,  forma e dimensione.

Facendo la felicità di tanti innumerevoli adolescenti in calore e uomini dalla mano sciolta che sono corsi ad acquistarlo in edicola, essendo allegato al numero di gennaio della rivista Rolling Stone.

“Qui si mostra l’essenziale e non quello che si vede nei soliti volgari calendari delle pin up: mostrano tutto, meno che quello. Un disvelamento al contrario. Queste dodici, magnifiche “tarte au poil” senza età, sono autentiche”. Questo il commento di Toscani alle sue fotografie, che propone inoltre un illustre e raffinato paragone: “Quelli della Pelle Conciata al Vegetale in Toscana realizzano un prodotto unico al mondo, proprio come la pelle di queste nature”.

La carriera di questo sedicente artista è stata sempre densa di provocazioni al limite di ogni buon senso e buon gusto,  eppure io ogni volta mi sorprendo sempre di più, tanto che mi sento così svuotato da rimanere senza parole. 

Dalle sue campagne ardite e provocatorie per la Benetton, che hanno donato fama a lui e al marchio da lui promosso fra baci multirazziali, fra preti e suore, fra bambini e donne dell’entroterra siculo prese per i fondelli, sino a quelle di sensibilizzazione per il fenomeno dell’anoressia.

E nel suo corposo curriculum non vanno dimenticate le fallimentari esperienze come assessore nella giunta di Sgarbi a Salemi e quella fantomatica campagna elettorale per essere eletto quale sindaco di Monreale, durante la quale dimostrò di non avere la benché minima conoscenza di come e cosa fare in ambito burocratico, e anzi mostrandosi infastidito verso chi non lo chiamasse con l’appellativo di Maestro.

Ora, tornando alla notizia del calendario, si sa bene che l’arte contemporanea e le avanguardie, a partire dal primo Novecento in particolare,  hanno tentato sempre la strada della forte provocazione, a cominciare dai dadaisti e ai surrealisti,  che riuscivano a mettere seriamente a disagio gli attoniti interlocutori.

Eppure l’ orinatoio di Duchamp era una provocazione atta a smuovere la cristallizzazione dei neoclassicismi,  mentre le merde e i fiati d’artista di Manzoni erano una sistematica divertita denuncia della mercificazione dell’arte.

Toscani invece provoca contro i calendari delle varie starlette televisive.

Mi pare che una lieve differenza passi.

A lasciarmi sconcertato ancora di più, è quanto il buon Toscani si “impegni” a imitare,  opere ben più sostanziose come L’origine del mondo di Courbet (1866),  che sarebbe come vedere Ligabue plagiare Heroin.

E inoltre mi pare che arrivi nettamente in ritardo.

La mia conclusione finale è che per quanto il fotografo toscano perseguiti a ritrarre vagine, per me resterà sempre un artista di minchia.


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