Il re del mercato

Sarebbe divertente chiudere il post soltanto con titolo e fotografia e lasciare interpretare ai lettori quello che si cela dietro questo misterioso accostamento.

Beh,  perché la logica abbia un senso bisogna dare delle spiegazioni, e non essendo nè un enigmista nè un ermetico letterato, bisogna che io le dia, queste spiegazioni.

Il signore ritratto in foto è Riccardo Garrone, 74 anni (da non confondersi con l’omonimo attore) imprenditore nel campo petrolifero che possiede, fra l’altro, la maggioranza delle azioni della Erg Petroli e dalla Sampdoria Calcio.

Proprio dei suoi traffici con la società blucerchiata, come era ben inteso nel titolo,  io intendo occuparmi.

E in questo caso è necessario fare qualche passo indietro, fino a maggio dello scorso anno, quando la Sampdoria, col pareggio ottenuto in casa della diretta concorrente Palermo, conquistò di fatto l’accesso ai preliminari della Champions’ League.

Un risultato tanto inatteso quanto storico, data l’assenza di 18 anni dei blucerchiati dalla massima competizione internazionale.

La squadra,  allenata da Gigi Del Neri e costruita sotto la supervisione del plenipotenziario direttore sportivo Marotta, fu trascinata dalle prodezze dei nuovi gemelli del gol Pazzini e Cassano.

Ma, terminata la stagione, Del Neri e Marotta cedono alla corte della Juventus e abbandonano la causa di Garrone, che si affida a Gasparin per la gestione sportiva e il mercato e a Mimmo Di Carlo per quella tecnica e dunque la panchina, mantenendo l’ossatura della squadra il cui collettivo reggeva sul duo di stelle in attacco.

Uno sfortunato preliminare col Werder Brema, dove la Sampdoria era ampiamente qualificata sino a un gol preso nel recupero, costituisce il primo scricchiolìo della nuova gestione, ma nonostante la grossa delusione, tutto sembra poter procedere verso una stagione, se non irripetibile come quella passata, almeno foriera di soddisfazioni.

Sinchè l’instabile Cassano non manda a quel paese il Presidentissimo Garrone, per una banale lite.

Una società e un presidente ambizioso avrebbero fatto di tutto e di più per ricucire lo strappo in nome del Bene Comune, ma il signor Garrone, dicono tutti, è uomo d’onore e denuncia Cassano per grave inadempienza contrattuale.

Il risultato? Il folle Fantantonio si accasa al Milan praticamente gratis al posto dell’improbabile Ronaldinho.

Gasparin leva le tende e abbandona Garrone, asserendo di non aver potuto minimamente svolgere una benché minima funzione inerente al proprio ruolo, ma di essere vittima di un padre padrone che non lascia nessun margine di manovra ai propri dipendenti.

Reto Ziegler, un terzino che è stato anch’esso fondamentale nella stagione precedente, è a scadenza di contratto e non riesce a trovare un accordo con Garrone ed è a un passo dalla Lazio, dopo esser stato appetito dal Milan.

Arriva la giovane promessa, in prestito secco, Macheda dal Manchester United e Maccarone dal Palermo, dove ha deluso e continuava a fare panchina.

Ma l’evento ancora più clamoroso è avvenuto nelle ultime ore, quando in quattro e quattr’otto s’è concretizzato il passaggio di Pazzini all’Inter per 12 milioni di euro più il cartellino di Biabiany, che a ben vedere sembra un doppio, se non triplo,  colpo per la società nerazzura  che si accapparra un centravanti italiano giovane, ammortizzando la cifra,  comunque notevole, con il cartellino di una pippa che sarebbe degna di calcare i gloriosi campi di squadre come Akragas o Brembillese.

I tifosi doriani sono in visibilio, pronti ad ammirare le gesta dell’eroe della retrocessione del Siena, Maccarone,  e del pippone Biabiany, mentre vedono sbocciare Macheda che fra quattro mesi riabbraccerà Ferguson.

Nel frattempo Doriano Tosi, successore di Gasparin, fino a ieri sera negava di Pazzini, liquidato dal presidentissimo come debole di carattere e influenzato dalle voce dell’interessamento dell’Inter, bollando quindi come inevitabile il trasferimento.

Tosi sarà il prossimo ad andarsene? Intanto fra qualche dubbio una certezza, Riccardo Garrone è il vero re del mercato 2011.

Chiedetelo ai sampdoriani,  scommetto che saranno tutti, nessuno escluso, d’accordo con me.

 


2 responses to “Il re del mercato

  • Daniele

    Sono d’accordissimo tranne su Maccarone, visto che è un ottimo giocatore e se ci salveremo sarà solo merito suo.
    Vorrei aggiungere che secondo me buona parte delle operazioni inutili fatte sono da ascrivere al “genio” di Doriano Tosi (Perticone e Martinez in chiusura di mercato, oltre alla inspiegabile cessione di Accardi).
    Un pensiero in chiusura: preferisco la serie B ad avere garrone come presidente.

    • lucamangogna

      Sì Daniele, io infatti su Maccarone ho fatto dell’ironia perchè rappresenta alla perfezione il piano di ridimensionamento, perchè il centravanti milanese è stato in passato la bandiera e l’eroe del Siena, che mi pare una squadra con obiettivi e storia leggermente diversi di quelli della Samp…
      Tosi mi fa pena alla fine, perchè è una banderuola nelle mani di Garrone, e capisco appieno la tua amarezza: un presidente che dispone dei mezzi economici di un Moratti che tratta una gloriosa squadra come la Sampdoria alla stregua di un giocattolo vecchio.
      I doriani, ma qualunque tifoso di qualunque squadra, non meritano niente di tutto questo.

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