Fair Play

Chissà cosa ne avrebbe detto lui, se fosse capitato ad altri o alla sua stessa squadra.

Increscioso episodio quello capitato ieri a Foggia, quando sul finire della partita fra Foggia e Gela, valida per la Prima Divisione della Lega Pro, si è scatenata una vera e propria rissa, con tanto di caccia all’uomo, sotto gli occhi pressocché inebetiti di arbitri, giornalisti e spettatori.

Il fattaccio avviene intorno al 39′ della ripresa, quando, col Foggia sotto 2-1, i rossoneri pugliesi allenati da Zeman, pervengono al pareggio usufruendo di una rimessa non restituita.

La palla, infatti, era stata messa fuori da un giocatore del Gela, per permettere i soccorsi all’infortunato Salamon del Foggia.

Al momento del pareggio si è scatenato uno spaventoso parapiglia, con i gelesi che chiedevano la restituzione del gol e i foggiani che si ritrovavano vittime di una caccia all’uomo, alla quale rispondevano colpo su colpo.

L’arbitro non ci ha capito granché, e, a fronte dei dieci calciatori coinvolti, ne ha espulsi soltanto due, e dopo una sospensione di quasi otto minuti, ha chiuso con tre minuti di anticipo la gara.

Ma come ha commentato il fattaccio Zdenek Zeman, il paladino degli sportivi, dei valori dello sport, colui il quale (secondo il suo stesso parere), paga e ha pagato sulla sua pelle, il fatto di credere fermamente in questi valori e di scagliarsi contro i potenti, il Palazzo, il potere occulto e così via dicendo?

«Non bisognerebbe gettare la palla fuori, quando c’è un avversario per terra. Si dovrebbe attendere il fischio dell’arbitro». Così dice il tecnico boemo, il quale si auspica pure «di mettere fine a continui bluff, perché se in una partita gli avversari cascano a terra venti o trenta volte,  o non sono normali o c’è qualcosa che non va».

Quindi aggiunge di non essere «felice per quanto successo ma al tempo stesso convinto che i suoi ragazzi hanno reagito come potevano all’atteggiamento esasperante degli avversari». Giustificando così il vile atto dei suoi calciatori.

«Alcuni giocatori del Gela hanno chiesto ai miei di fargli fare un altro gol, subito dopo il nostro pareggio. Io resto dell’idea che a vincere dev’essere chi merita ». Ovvero di chi segna sfruttando una rimessa non restituita, consegnata all’avversario che aveva messo palla fuori per consentire le cure a un giocatore dell’altrui squadra.

Avercene di sostenitori dello sport  e della lealtà come Zeman.


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