Il cigno d’oro

Non è mai stata un brutto anatraccolo Natalie Portman ed è dunque naturale che sia arrivata così presto a suggellare la sua bellezza di cigno incinta, trionfando con l’Oscar come miglior attrice protagonista, che arriva, meritato per la straordinaria interpretazione in Black Swan di Darren Aranofsky e che la lancia definitivamente nell’Olimpo delle Star.

Tutto questo quando la giovane attrice nata in Israele, non ha ancora compiuto trent’anni, ma ha alle spalle una carriera già lunga 17 anni, con l’esordio folgorante in Lèon di Luc Besson al fianco di Jean Renoir.

Già all’epoca, benché soltanto dodicenne, la Portman lasciava trasparire inesauribili gocce di talento, così dotata di un’espressività inusuale e completa per una ragazzina che non era nemmeno adolescente, alle prese perlopiù con un nome di spicco del cinema francese.

La sua carriera ha così presto spiccato il volo come la sua indubbia bellezza, che le conferisce quell’aura da cigno sbocciato che adesso trova il suo climax con la dolce attesa di un figlio.

L’interpretazione che le ha regalato il premio più ambito sancisce, ove ve ne fosse ancora bisogno, come meglio non avrebbe potuto fare, la straordinaria duplice natura del suo fascino e del suo talento, esaltando sino all’infinito sia i suoi lineamenti e la sua fisicità candida e delicata, sia il suo travolgente e luciferino sex-appeal.

Il suo corpo assorbe e registra i mutamenti imposti dal ruolo e lievita sino alla sua morte da Cigno Bianco, sfiancato dalla trasformazione in Cigno Nero.

Basta soffermarsi sull’espressione del suo viso nel corso di questa trasformazione per rimanerne letteralmente ora abbagliati, ora turbati e infine commossi.

I suoi silenzi e i suoi sguardi, valgono più di qualsiasi parola o gesto, e il suo Oscar è uno fra i più meritati degli ultimi anni, pari, forse, soltanto alla Hillary Swank di The Million Dollar Baby.

Insomma, per una volta, possiamo essere contenti del giudizio dell’Academy e non abbiamo nulla da ridire (ci mancherebbe) sul fatto che il premio dovuto alla Portman (come quello dato a Colin Firth) era più che annunciato.

 


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