Hotel Africa

L’artista austriaco Uwe Jäntsch, che vive a Palermo ormai da diversi anni, da altrettanto tempo dedica la sua attenzione a luoghi dimenticati della Sicilia.

Questi posti sono spesso i più deteriorati dal tempo e dall’incuria, prova ne è che fra le sue installazioni più famose c’è quella di piazza Garraffello a Palermo, nel cuore della Vucciria, uno dei luoghi storici del capoluogo siciliano, da decenni preda dell’incuria e della sporcizia.

Un altro fra gli interventi più noti dell’artista austriaco è quello realizzato a Porto Empedocle sul prospetto dell’ Hotel Africa, dove espone in bella vista un famoso marchio di profilattici su di un complesso abitativo abbandonato.

Il suo modo di fare arte presuppone un principio agli antipodi rispetto la creatività unanimemente riconosciuto, ma mette l’accento sulla preservazione di aborti urbanistici quali l’Hotel Africa, un ecomostro che non solo uccide il meraviglioso paesaggio che copre con la sua imponenza, ma che giace abbondonato nella terra di nessuno, ennesima dimostrazione del degrado urbanistico e dell’inquinamento visivo che trionfa in Sicilia.

La Trinacria infatti è ogni giorno di più vittima designata di violenze perpetuate all’interno del suo territorio, e totalmente deficitaria dal punto di vista dei trasporti, del traffico urbano ed extra-urbano, dei mezzi pubblici, delle autostrade e delle strade statali che sono in condizioni a dir poco penose per viabilità, sicurezza e stato del manto stradale.

Eppure, è notizia di ieri, il Governo ha deliberato che da maggio entreranno in vigore pedaggi per andare a Punta Raisi o per entrare a Palermo da Villabate.

Un autentico colpo di stato indirizzato agli automobilisti siciliani.

Il decreto del presidente del consiglio ha individuato le autostrade gestite dall’Anas che saranno preda dell’accisa: si parla di 425 chilometri di autostrade, ovvero il 45 per cento dell’intera rete Anas: la Palermo-Catania, la Palermo-Mazara del Vallo,  quindi l’A29 direzione Alcamo-Trapani, l’A29 diramazione per Birgi, l’A29 raccordo diramazione per Punta Raisi e l’A29 diramazione per via Belgio. Il costo si aggira sui 1,50 euro a tratta.

Per un lavoratore o  uno studente che risiede a Carini, per esempio, ci sarebbe una spesa di novanta euro mensili. Che non sono proprio una miseria, considerando lo stato attuale dell’economia.
Nessun casello, ma un sistema di rilevazione automatica attraverso un bollino prepagato sul parabrezza, in mancanza del quale, la multa sarà inevitabile.

L’ente autostradale non ricaverà nulla da questa operazione, perché la somma dei pedaggi verrà defalcata dai trasferimenti statali alla società.

Così facendo il governo nazionale, è intenzionato a recuperare trecento milioni di euro, di cui circa la metà arriverà proprio dalla Sicilia.

Proporrei a Uwe Jäntsch un intervento sul territorio, in modo tale da rendere qualificabili esteticamente e moralmente non solo le autostrade ma quest’assurda accisa che ci viene in dote dal neonato federalismo.

Tanto il degrado di questa situazione credo sia difficilmente eguagliabile.


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