Idiozie nucleari

La situazione del disastro nucleare di Fukushima sembra continuamente peggiorare, e persino l’imperatore Akihito ha esternato la propria pressante preoccupazione, mentre già si parla di apocalisse atomica.

La tragedia sta alimentando in Europa e nel Mondo il dibattito sulla sicurezza delle centrali nucleari, dalla Germania alla Francia, dalla Cina agli Stati Uniti sorgono uguali timori su quanto possa avvenire qualora accada qualcosa che ne comprometta la sicurezza.

In Italia invece si fanno le solite figure barbine.

Come ben saprete, il governo ha istituito un forum fra i cittadini per verificare se sussistono le condizioni per riaprire all’energia nucleare, dopo che il referendum del 1986 le ha definitivamente cancellate dal suolo della Penisola.

Lo stesso governo, a dispetto di quanto accade, continua a promuovere il forum, sostenendo che il dibattito deve continuare ancora, incontrando la dura reprimenda delle opposizioni che cavalcano l’onda del recente disastro.

La mio opinione in merito è che si tratta dell’ennesima pagliuzza nella trave.

Il Giappone è stato colpito da un terremoto trentamila volte superiore a quello che ha distrutto L’Aquila: se fosse accaduto da noi, non sarebbe rimasto nulla.

Anziché imparare dai propri errori, vedere come sono il Giappone affronta le gravissime perdite, come le sue città hanno resistito all’interno della costa, ci si sofferma soltanto su malaugurate ipotesi future, che nel caso (ancora più malaugurato) dovessero realizzarsi, porterebbero alla creazioni di centrali nucleari in non meno di dieci anni.

Negli ultimi trent’anni i terremoti in Italia hanno portato distruzione in Irpinia, nella zona di Siracusa, nelle Marche e nell’Umbria e in Abruzzo, eppure non è stato fatto nulla per evitare che questo si ripeta, ma anzi siamo al punto di partenza e se un altro terremoto dovesse verificarsi dovremmo fare i conti con un’altra tragedia e un altro piano di ricostruzione.

E a proposito di ricostruzione, siamo ancora lontani dall’esserci riusciti, prova ne siano le condizioni in cui ancora versa L’Aquila, il cui sindaco Cialente è dimissionario per protesta contro l’abbandono e sempre per protesta diserterà le manifestazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia previste per domani.

I giapponesi in occasione del terremoto dell’Abruzzo vennero qua per documentarsi sui nostri errori, noi invece ci accapigliamo sulle idiozie nucleari.

E sono talmente idiozie che c’è il terrore che si concretizzino. Italia terra del sole, del mare, del vento e del nucleare.

Tutto molto sensato.


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