L’uomo dei sogni

Adesso per gli italiani diventerà la pietra di paragone, l’uomo che simboleggia e proietta i propri sogni di gloria, perché lui ce l’ha fatta.

Cesare Geronzi, 76 anni, ha vinto al SuperEnalotto senza nemmeno giocare. Il banchiere che colleziona poltrone e partecipazioni adesso può vantarsi di aver riscosso la più alta liquidazione mai ricevuta, forse nella storia dell’umanità, comparata al lavoro fatto.

Infatti, dopo un solo anno di lavoro, il finanziere romano, dopo le dimissioni dalla guida di Generali, ha ricevuto una buonuscita di ben 16 milioni di euro, la stessa ricevuta dal suo predecessore, Antoine Bernheim. Ma in otto anni di lavoro.

Però evidentemente il suo contributo all’azienda è stato tale da giustificare una tale resa. Infatti in Borsa nonappena s’è saputo della sua defezione, il titolo Generali ha avuto una formidabile ascesa, col titolo che è salito sino al 4,7% in più del suo valore alla partenza delle contrattazioni.

Non solo, ma secondo Guido Giubergia, presidente della società di investimento Ersel e del comitato governance di Assogestioni, «Chiunque sia parte del mercato non può che recepire positivamente questa decisione, il +5% del titolo parla da solo», tanto per sottolineare la stima di cui Geronzi già nutriva nell’ambiente.

Inoltre, è d’uopo ricordare che il buon Cesare è stato iscritto nel registro degli indagati del crac Parmalat, uscendone assolto per l’accusa di estorsione, ma essendo ancora in attesa di giudizio da parte della Cassazione per l’accusa di bancarotta.

Come se non bastasse su di lui pende una condanna di otto anni di reclusione da parte della procura di Roma per frode riguardo l’emissione e collocamento dei bond Cirio tramite Capitalia, di cui era presidente, mentre è pure coinvolto nel caso Telecom per la frode fiscale operata dalla lussemburghese Bell (controllata da Hopa, la merchant bank di Emilio Gnutti partecipata anche da Geronzi).

Ma si sa che in Italia chi viene accusato dalla magistratura, anziché vederselo diminuire, si vede accresciuto il proprio credito, che sia attivo nel campo della finanza, dell’imprenditoria o della politica.

E il suo credito, nel caso specifico, è aumentato sino a incassare 16 milioni per un solo anno di modesto e disastroso lavoro per Generali.

Un’altra palese dimostrazione di come la meritocrazia sia oggi nel nostro paese pura utopia.

Ed è per questo che Geronzi ha sedici milioni di motivi per essere indicato come l’uomo dei sogni dall’italiano medio.


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