Buon compleanno, Paperblog!

In occasione del primo anniversario dalla creazione e il lancio della piattaforma di Paperblog, pubblico l’intervista che ho rilasciato come blogger facente parte di questo interessante progetto.  In pratica, Paperblog è una piattaforma  che si nutre della partecipazione di alcuni blogger prescelti, i cui post selezionati, fanno in modo di creare un vero e proprio magazine on line.

Così facendo si viene a costituire un nuovo modo di fare informazione, con punti di vista fra i più disparati e gli argomenti coperti raggiungono un numero considerevole, tale da coprire qualsiasi notizia o evento, permettendo altresì ai vari blogger di avere una più che discreta visibilità oltre alla possibilità di interagire con altri colleghi.

La mia collaborazione con Paperblog è stata sin qui sicuramente e proficua e interessante, e ho avuto l’onore di essere stato scelto come autore del giorno, in occasione del mio post sulla scomparsa di Maria Schneider.

Da ricordare che nel corso di un anno, la piattaforma ha raggiunto l’obiettivo di un milione di visitatori mensili.

Ecco il testo dell’intervista:

Paperblog:  Innanzitutto, chi c’é dietro Segreti Dall’Alveare?

Segreti Dall’Alveare: Dietro il mio blog non c’è altro che la mia persona, ovvero Luca Mangogna. Ho voluto dare inizio a questo progetto per dare sfogo alla mia professionalità (sono laureato in giornalismo) sino a questo momento, purtroppo, parecchio inespressa.

P.: Da quanto tempo possiedi un blog e perché hai deciso di aprirne uno?

SdA: Posseggo il blog dall’inizio dell’anno, da gennaio. La decisione di aprirla è venuta perchè appunto, avvertivo la necessità di possedere uno spazio tutto mio, dove poter esprimere in totale libertà le mie opinioni ed esporre in maniera più compiuta la mia esperienza di anni di studio di giornalismo e la mia capacità nello scrivere. Ed è ovvio che la visibilità che si ottiene oggi sul web, è difficile ottenerla in qualche altra parte che non sia la televisione.

P.: Da dove trai ispirazione per gli articoli del tuo blog?

SdA: É naturale che per tenere sempre aggiornato un blog, sia necessario giocoforza tenersi aggiornato. Dunque l’ispirazione mi viene dalle consuete rassegne stampa che contraddiscono le mie giornate, passando dai giornali (generici, locali, politici, e sportivi), alla televisione (telegiornali e televideo) a internet (webzine di ogni genere e specie). Da lì è facile trovare ogni giorno almeno uno spunto che mi consenta di trarre un’ottima ispirazione per poter postare nel mio blog.

P.: Quando smetti i panni del blogger, di cosa ti occupi?

SdA: Beh, si potrebbe ben dire che non smetto mai i panni del blogger. Come già detto, infatti, ho deciso di aprire un blog proprio per avere la visibilità e l’opportunità di mettere in luce la mia professionalità e le mie capacità. Sono infatti laureato in giornalismo, ma tuttora giacio nel limbo dei free lance, senza che abbia una collaborazione continuativa che mi permetta di essere un professionista o un pubblicista a tempo pieno.

P.: Un pregio e un difetto di Paperblog.

SdA: Il pregio maggiore di Paperblog è quello di dare visibilità ai migliori blogger, ma – al di là di qualsiasi discorso “egoistico” – è quello di apparire un vero e proprio giornale, assolutamente valido quanto sui generis, servendosi del collage dei pezzi di questi blogger. Un difetto può nascere dal fatto che, avvalendosi di autori di varia natura ed entità, nonchè caratteristiche e ideali, sia foriero di contraddizioni o ripetizioni. Ma nella natura del progetto credo che fosse stato messo in conto e nella mente dei creatori ci sia l’idea di migliorare questo aspetto.

P.: E per finire, una domanda su temi scottanti: un’impasse italiana, il nucleare a Fukushima, la nuova guerra in Libia: quali scenari per i prossimi mesi?

SdA: L’impasse italiana è proprio come la si descrive: un’impasse. Siamo fermi alle polemiche e divorati dalla burocrazia. Inutile accorpare accuse che sfocierebbero nel più bieco dei qualunquismi, ma da governo e opposizioni non si fa altro che lotta sulle parole, salvo mettersi d’accordo quando si tratta di spartire torte o aumentarsi l’indennità. La fine della cosiddetta Prima Repubblica anziché semplificare ha portato a un’esasperazione totale che sta sfociando inevitabilmente nella totale disaffezione dei cittadini alla politica e nello squallido militantismo cieco di altri. L’affaire che riguarda la riforma giudiziario è tipico in questo senso: una riforma che non potrebbe andare in porto che non in almeno 4/6 anni (se non mai) mette in scena un balletto di polemiche che nasconde i reali problemi e le reali necessità del paese.

Il disastro di Fukushima era estremamente difficile prevedere, così come lo tsunami e il terremoto che hanno colpito e devastato il Giappone. Di tutte le centrali giapponesi quella di Fukushima era la meno sicura ed era pure vicina alla chiusura, ma la tragedia ha provocato questa situazione drammatica sta tenendo il mondo sotto shock. Non si tratta nemmeno di porre in questione l’uso del nucleare, perchè tutto è stato provocato da un disastro naturale. Ma, per esempio, in Italia, sarebbe davvero sciocco affidarsi al nucleare con le risorse naturale e rinnovabili di cui godiamo nel nostro territorio.

La guerra in Libia non vede come principale responsabile Gheddafi, ma i governanti europei, in testa gli italiani da Craxi a Berlusconi, che gli hanno aperto le porte. Il suo potere decisionale anche in seno al suo popolo è così aumentato esponenzialmente col suo potere internazionale e siamo arrivati oggi a una nuova guerra. Che purtroppo non finirà presto.


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