Viaggio al termine della notte

folla al centro storico di palermo, vista dal museo salinas

Sabato scorso, in molte città italiane ed europee è stata la settima “Notte dei Musei”, una manifestazione nata in Francia nel 2005, che ha pian piano preso campo nel resto del Continente. L’iniziativa, patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali,  consisteva nel tenere aperti tutta la notte, sino alle 2, i musei che vi aderivano. Questa edizione ha confermato la bontà della manifestazione,  certificandone il successo, anche al di sopra delle aspettative. Anch’ io sono stato fra coloro i quali hanno approfittato dell’iniziativa, che, fra le altre cose, ha certificato quanto siamo spesso miopi di fronte al nostro patrimonio artistico, unico in tutto il mondo. La sorpresa della (ri)scoperta comunque è stata almeno pari a quella di vedere interminabili file all’ingresso dei musei, odendo di sfuggita le stizzite reazioni degli addetti ai lavori, che lamentavano lo scarso afflusso nei giorni “normali”, a fronte di una spesa decisamente risibile per il biglietto d’entrata.

A Palermo, dunque la notte di sabato mi sono recato in tre musei, il Museo Archeologico Salinas, Palazzo Mirto e Palazzo Abatellis e quanto segue è il breve resoconto delle mie visite.

Museo Archeologico Salinas

stele con iscrizione punica

Il Museo Salinas è uno dei musei che racchiude una delle più vaste raccolte di reperti archeologici, soprattutto punici e greci, ma è soprattutto una profonda testimonianza di millenni di storia. Attualmente è in fase di ristrutturazione è non tutte le sale sono al momento accessibili. La Regione Sicilia ha stanziato un proficuo finanziamento di circa 6 milioni e 2oomila euro per la ristrutturazione, e la fine dei lavori è prevista per luglio 2012. Ciononostante il patrimonio aperto a pubblico è di assoluto interesse, ed emana un fascino inequivocabile. Ci si perde lungo quei corridori ammirando oggetti che appartengono a un’era lontanissima, i sarcofagi e le statue sembrano quasi respirare per quanto emanano vita e bellezza, nel senso, appunto, più classico del termine. Una visita che, ahimé, non è facile riassumere in poche righe e non essendo esattamente un addetto ai lavori, purtroppo devo fermarmi qui, sottolineando ancora una volta la proficuità di questa intensa visita.

Palazzo Mirto

fontana di palazzo mirto

Palazzo Mirto è un palazzo storico la cui edificazione risale nientemeno che al XIII Secolo d.C. ed è stato abitato dalle famiglie più importanti dell’aristocrazia palermitana sino al 1982 quando l’ultima erede, Maria Concetta Lanza Filangieri di Mirto donò l’edificio alla Regione Sicilia per farne un museo. Il Palazzo sembra davvero essere un’oasi del passato incastonata nel presente. Niente è stato toccato e tutto fa pensare al vissuto dei secoli che quelle mura sembrano raccontare. I lussuosi lampadari di Murano risplendono con  meraviglia su quelle mura, gli arredi e il mobilio fanno inevitabilmente pensare a film come “Il Gattopardo”, la straordinaria e immensa sala  da pranzo,  la fontana nel piccolo antro esterno con due voliere a lato. Per un momento mi sono sentito H.G. Wells in viaggio nel tempo, tanto che alla fine ho avuto il forte desiderio di lasciare il palazzo uscendo con una delle bellissime carrozze, perfettamente custodite nel vecchio deposito. Un posto davvero unico che bisogna visitare a Palermo, purtroppo non molto noto alla stessa cittadinanza del capoluogo siculo (me compreso, sino a sabato).

Palazzo Abatellis

tela caravaggesca

Palazzo Abatellis è uno dei musei più noti di Palermo, essendo il luogo che ospita la Galleria Regionale, con capolavori come il Trionfo della Morte e l’Annunziata di Antonello da Messina (purtroppo non accessibile sabato per mancanza di personale) e altre tele di forte impatto caravaggesco, tutte nella imponente e inquietante sala rossa. Il museo tutto è d’altronde pervaso di un’atmosfera cupa e opprimente, si respira a piena polmoni la tensione ansiosa che traspare da quei quadri così fortemente espressivi e al contempo freddi nel loro dolore. Ma la visione certamente più suggestiva e spaventosa è quella dell’affresco (preso da Palazzo Sclafani) del Trionfo della Morte, un grandioso dipinto  dove la morte a cavallo si fa beffe e terrorizza nobili e giovani gaudenti. Anche qui è d’obbligo la visione, perchè le parole non sono sufficienti a descrivere la grandiosità di questo affresco, imponente anche nelle dimensioni (600×642 cm).

Questo viaggio al termine della notte palermitana mi ha davvero persuaso di quanto poveri siamo a non conoscere e apprezzare il nostro infinito e immenso patrimonio artistico che nessun paese al mondo può vantare,  e quanto ricchi siamo ad avere questa grande possibilità.

A volte basta soltanto volgere lievemente lo sguardo per scoprire un tesoro.


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