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Non è un altro stupido fashion blog, pt. 2

L’anoressia è un perfido male che attanaglia le adolescenti e le sempre più giovani ragazze che vengono colpite da questa piaga sono in costante aumento, mentre al contrario l’età media delle malate continua a scendere sino agli 11 o 12 anni.

Sfogliando le riviste di moda si assiste continuamente a spettacoli di donne che sembrano uscite dai lager, truccate e vestite per farle apparire come opere d’arte, quando non sono altro che esibizioni di uno stato di salute decisamente precario.

Ciononostante secondo Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, la colpa dell’esplosione dell’anoressia risiede nei fashion blog e su facebook che sponsorizzano le tecniche più radicali di dimagrimento e fanno proseliti verso le giovani desiderose di vedere il loro corpo dimagrire a loro piacimento. Per questo ha promosso la campagna anti-ana sul suo sito, dove è possibile firmare per rimuovere questi siti e combattere l’anoressia pubblicizzata nel web.

Al di là delle debolezze delle argomentazioni proposte dalla Sozzani, basta sfogliare la sua rivista per trovarsi di fronte a vomitevoli dimostrazioni di palese anoressia, dove le modelle sono esposte continuamente come in una sconcertante galleria degli orrori. E lei appare sorridente con la sua folta e demodè capigliatura bionda nonostante i suoi abbondanti sessant’anni, come la più terribile della kapò del campo di concentramento che comanda.

Io mi rifiuto in maniera categorica di pubblicare altre di queste immagini, tanto le trovo rivoltanti, ma se fate un giro sul web e sul sito di Vogue Italia,  ne troverete molte altre e avrete la più lampante dimostrazione di quello a cui faccio riferimento.

Vero che i fashion blog  più biechi e alcuni gruppi o pagine di social network cavalcano l’onda dell’ossessivo dimagrimento, ma tutto nasce dalla moda e dalle riviste che promuovono questo squallido esercizio.

L’ipocrisia della Sozzani non fa altro che aumentare a dismisura il mio disgusto, perchè è evidente di quanto lei e il suo mondo siano totalmente fuori dalla realtà, accusando il web che non è altro che la cassa di risonanza più immediata di quanto vanno a predicare.

Quindi mi dispiace deluderla signora Sozzani, questo non è un altro stupido (e indifeso) fashion blog, e se vuole continuare la predica sia scevra da ogni ipocrisa e cominci a ripulire la sua rivista da questi orrori e se la prenda con i veri responsabili non con poche adolescenti che sono il prodotto della vostra politica.

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Secrets From The Behive

Si suppone che ormai,  in piena era di globalizzazione e di internet, siano in tanti a masticare più o meno bene l’inglese, e dunque hanno colto che il titolo di questo mio primo post non è altro che la traduzione inglese della testata del mio nuovo blog.

Mi auguro ugualmente che coloro i quali abbiano avuto la (s)ventura di finire in questo spazio, possano avere altresì l’occasione di approfondire, scoprire e discutere di tutto quello che man mano capiterà da queste parti.

La prima occasione che ho voluto per l’appunto cogliere, è quella di citare, nonché omaggiare, uno dei miei artisti preferiti, David Sylvian, che ormai 24 anni fa nel lontano 1987, con il capolavoro Secrets Of The Beehive, lanciava definitivamente la sua carriera solista, tre anni dopo Brilliant Trees, un anno dopo Gone To Earth e cinque anni dopo lo scioglimento dei Japan.

Anche se io ho voluto diversificare l’Of dal From, e quindi il Del dal dal, scusandomi per le acrobazie linguistiche.

Dalla regia mi fanno notare come già io mi sia oltremodo dilungato, e volevo porre fine ai preamboli, con una piccolo cenno biografico e una precisazione.

La precisazione riguarda fondamentalmente la testata del blog, che non è solo un mero esercizio di masturbatoria citazione, ma una metafora che vorrebbe, spero in modo non troppo pretenzioso, delineare i tratti di internet, dove milioni di codici e byte,  si muovono come operose api all’interno del cyberspazio, rivelando così piccoli e grandi segreti, anche se in questo caso, molto modestamente, i segreti di cui poc’anzi, non sono altro che le mie riflessioni su quanto vedo, leggo e sento e su tutto ciò che mi passa per la testa. Beh spero che qualche spunto possa nascere anche da questo luogo apparentemente inospitale che è la mia mente. Scherzi a parte.

Riguardo a me, non c’è molto da dire, senonché ho 33 anni, mi sono laureato 3 anni e mezzo fa in giornalismo, e dopo una serie di svariate e saltuarie collaborazioni, mi sono messo in piazza da solo.

Giornalista per passione, blogger per necessità.


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