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Quanto pesa una poltrona

É davvero interessante, una volta di più, notare di quanto la politica, in questi tempi di dura crisi e repressione economica, sia così vicina all’esaudire le richieste del proprio indotto, non lesinando spese e cercando di dare il meglio ai propri dipendenti. Beati loro.

Questo, almeno, si evince dalle stravaganti spese messe a registro dalla Regione Sicilia, che più di ogni altro ente amministrativo, soddisfa al meglio le esigenze dei propri lavoratori, siano essi politici, dirigenti o quant’altro.

Così per festeggiare il Natale, la suddetta Regione, spende 75mila euro in varie forniture, perchè da veri cristiani è giusto non badare a spese. E chissà com’erano buoni quei panettoni costati in tutto 3mila418 euro.

In Sicilia poi tutti tengono alla forma, ed è normale che si lavora in Regione si debba avere un orologio con il logo ne certifichi il prestigio. Poco male che questi orologi costino ai contribuenti 18mila euro.

Eppure per gli amministratori e i politici regionali non dev’essere facile sostenere una vita di responsabilità, stress e pressioni. Per questo ognuno di loro ha diritto a una sedia ergonomica del valore di più di 500 euro l’una, per una spesa totale di quasi 6mila euro, ed è naturale che, lavorando in condizioni simili, i piedi dolgono più che a operai, casalinghe e commercianti. E a una sedia che vale 500 euro, mi sembra giusto abbinare un poggiapiedi che costi almeno 100 euro e un costo che sfonda il tetto dei 5mila euro.

Se poi vi pare poco che la Regione si doti di un mobile bar che valga più di 4mila euro, si vede che non capite il peso delle istituzioni e quanto sia necessario tale mobile al sostentamento e alla buona riuscita delle sedute dei nostri governanti.

I politici, lo si dice da sempre, sono attaccati col mastice alle loro poltrone, ed è comprensibile se si pensa che queste poltrone abbiano un costo totale che arriva a sfiorare le 12milaeuro in totale. Ed è bene che si veda nella maniera più chiara possibile e onde evitare qualsiasi equivoco, è d’uopo che due lampade costino ai contribuenti più di seicento euro.

E cosa volete che sia una libreria dal valore di più di 23mila euro?

Nella videorubrica di Lucia Russo e del Quotidiano di Sicilia, linkato a fine post, avrete nel dettaglio più completo tutte queste assurde spese fatte dalla Regione Sicilia, che pesano in maniera non indifferente nelle tasche di noi cittadini.

Totalmente inermi ad assistere a questo insensato sfoggio di lusso e superfluo che ci viene fatto sotto il naso e del quale ci rendiamo beffardamente complici e finanziatori.

Almeno adesso sappiamo in concreto quanto ci costa una poltrona. E perchè i politici sono così restii a lasciarle.

 

 


Flags of our fathers

Non esistono più le bandiere di una volta.

Chissà quante volte vi sarà capitato di sentir dire questa frase fatta, riferita perlopiù ai calciatori che ormai cambiano sempre più spesso maglia.

Ma a quanto pare qualcosa si muove pure nel senso reale del termine.

É di tre giorni fa infatti la notizia per cui Sandro Olivieri, esponente della Mpa di Raffaele Lombardo e vicepresidente del Consiglio Comunale di Palermo, a nome del suo illustre partito, sta promuovendo una petizione per far sì che scompaia dal vessillo siculo il simbolo della Trinacria, che secondo il sedicente politico non è altri che una rappresentazione pagana che mal si addice ai valori cristiani del popolo siculo e a quelli che il suo movimento intende perpetuare.

Al di là dei discorsi, comunque importanti, riguardo la tradizione che questa gloriosa bandiera ripone nei siciliani, è utile ricordare che questo è stato il vessillo impugnato dai rivoluzionari durante i leggendari Vespri Siciliani del 1282, quando tutto il popolo dell’Isola combattè sino alla morte per scacciare via gli Angioini.

Ma tutto ciò per Olivieri e il suo partito non è abbastanza cristiano, pazienza.

La triscele che racchiude tutta l’antica Storia della Sicilia e la sua origine mitologica, legata ai fulgori della civiltà della Magna Grecia, è carta straccia, misera iconografia pagana agli occhi della Mpa.

I cinque governi completamente cambiati da cima a fondo in due anni e mezzo di governo regionale sono molto cristiani.

Così come quello che viene fatto per combattere mafia, dissesto dei trasporti e delle autostrade, traffico, disoccupazione, corruzione, nepotismo e clientelismo. Cioè nulla.

L’importante è che la bandiera siciliana sia cristiana.

Questo è quello che l’Mpa intende fare e s’impegna con tutto se stesso, imitando nel meglio il peggio della Svp altoatesina e la Lega.

Io proporrei di cambiare anche il nome fenicio di Palermo e quello greco di Agrigento, nomi troppo pagani che sono così lontani dai valori cattolici di Lombardo (sotto inchiesta per favoreggiamento mafioso) e i suoi adepti, fra cui l’illuminato Olivieri.

ANTUDO Olivieri! (Animus Tuus Dominus, ribellati al tuo padrone, gridavano gli insorti dei Vespri Siciliani).


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