Sempre meglio di Basilio

“Ahi ahi ahi se faccio un figlio/ahi ahi ahi lo chiamo Emilio/sempre meglio di Basilio/e se è femmina non so!”

I meno sbarbati di voi,  avranno riconosciuto l’indimenticabile ritornello della trasmissione di culto “Emilio”,  che è andata in onda per due stagioni, fra il 1989 e il 1990,  su Italia Uno, ogni domenica sera.

Tranquilli, nessuna intenzione di infilarmi negli ingolfati gineprai che affollano i media di questa settimana, l’Emilio in oggetto non ha fortunatamente nessuna parentela con l’omonimo Fede.

Piuttosto mi è tornata in mente questo fortunato programma e la sua sigla-tormentone, leggendo oggi uno stralcio di un’intervista concessa da Teo Teocoli a Tv Sorrisi e Canzoni dove lui afferma che:  “Il genere di trasmissioni attuali (di Mediaset, ndr ) non fa per me,  io ero quello di Scherzi a parte, Mai dire golLa rotonda sul mare, Emilio… ”

Tutto questo oltre a provocarmi un moto di nostalgia e di amarezza, mi ha portato a pensare che un tempo, ebbene sì,  miei cari amici sbarbatelli,  Mediaset produceva qualità!

Anzi non mi vergogno a dire che da ragazzo trovavo la baudesca Rai tremendamente noiosa e antica, eccezion fatta per la mitica Rai Tre diretta da Guglielmi e il clan di Avanzi, e i miei personaggi preferiti erano tutti targati Mediaset (Fininvest all’epoca).

Certo adesso la Rai ha superato se stessa e da noiosa è diventata disgustosamente depositaria del peggio che bene ha copiato dalla sua acerrima (e probabilmente pure finta) concorrente,  ma questo è un altro discorso.

Naturalmente il peggioramento e l’inarrestabile caduta verticale verso il basso della qualità televisiva ha posto personaggi del calibro di Teocoli (e di quello che per me è il suo erede,  Max Tortora)  ai margini della ribalta, costretti a barcamenarsi fra One Man Show teatrali e apparizioni su internet.

Il tutto mentre la spazzatura di reality, talk show e deprimenti ripescaggi (ultimo quello della Corrida con una Antonella Elia che fa ancora la lolita a 47 anni),  trionfa nel piccolo schermo mietendo proseliti.

Menomale che esiste il satellite e che a volte il pubblico, come nel caso dell’ultimo obbrobrio partorito dalla D’Urso, si sveglia e manifestandosi in maggioranza silenziosa, boccia ignorando e chiude i rubinetti.

E allora spazio alla nostalgia e al ricordo di Emilio, trasmissione che ha lanciato con Teocoli i personaggi di Peo Pericoli e Antonio Macho Camacho,  che ha segnato i vincenti debutti di Gene Gnocchi e Silvio Orlando, con una comicità semplice,  non banale e mai volgare, e uno schema giovane e innovativo che lanciato un nuovo modo di fare televisione che oggi,  purtroppo, pare essere già defunto.

Sempre meglio di Basilio, cantavano all’epoca, ma quanto mi accontenterei di Basilio al giorno d’oggi.


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